Il binario della ferrovia Vigezzina con il ponte pedonale ad arco sopra i binari
Il binario della ferrovia Vigezzina con il ponte pedonale ad arco sopra i binari. Foto: NAC · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Tra le giornate che si possono dedicare ai dintorni di Cannobio, il viaggio sulla ferrovia Vigezzina-Centovalli è uno dei modi più tranquilli per passare dal lago alla montagna senza guidare a lungo. La linea collega Domodossola, in Piemonte, con Locarno, in Svizzera: poco più di cinquanta chilometri a scartamento metrico che attraversano la Valle Vigezzo sul versante italiano e le Centovalli su quello ticinese. È un treno lento per natura, per via del territorio che attraversa, e proprio per questo si presta a essere vissuto come un'escursione più che come un semplice spostamento.

Una ferrovia di cent'anni

L'idea di unire Locarno e Domodossola risale alla fine dell'Ottocento: nel 1898 il sindaco di Locarno Francesco Balli immaginò un collegamento che mettesse in relazione le linee del Gottardo e del Sempione passando per le valli. I lavori furono rallentati dalla Prima guerra mondiale e la ferrovia venne inaugurata il 25 novembre 1923. Il tracciato misura circa 52 chilometri e conta oltre ottanta tra ponti e viadotti e 31 gallerie, con pendenze importanti nei tratti tra Masera e Santa Maria Maggiore e tra Verdasio e Intragna. La linea è gestita da due società, la SSIF per la parte italiana e la FART per quella svizzera, e l'intero percorso richiede circa due ore.

Da Cannobio al treno

Da Cannobio la soluzione più semplice è raggiungere Locarno, a circa 20 minuti di auto, e salire sul treno dalla stazione svizzera, per poi decidere se percorrere tutta la linea fino a Domodossola o fermarsi prima. Chi preferisce partire dal versante italiano può risalire la Valle Cannobina: l'unica strada carrozzabile che attraversa la valle parte proprio da Cannobio e sale fino a Malesco, in Valle Vigezzo, passando per Finero. È una strada di montagna, stretta e ricca di curve, da percorrere con calma. Orari, coincidenze e tariffe cambiano con le stagioni e tra i diversi tipi di convoglio, quindi conviene consultarli sul sito ufficiale della ferrovia prima di partire, soprattutto nei giorni festivi e nei periodi di maggiore affluenza, quando è prudente informarsi anche sull'eventuale prenotazione dei posti.

Valle Vigezzo, la valle dei pittori

Sul versante italiano il treno attraversa la Valle Vigezzo, conosciuta come la valle dei pittori per i tanti artisti che vi sono nati o vi hanno lavorato a partire dal Seicento. Santa Maria Maggiore, il centro principale, merita una sosta: ospita la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini e il Museo dello Spazzacamino, che racconta la storia dei vigezzini emigrati all'estero per svolgere questo mestiere duro, spesso fin da bambini. Poco più avanti, a Re, sorge il Santuario della Madonna del Sangue, legato a un episodio del 1494, quando un affresco della Madonna colpito da una pietra avrebbe iniziato a sanguinare: è ancora oggi il luogo religioso più importante della valle e meta di pellegrinaggi.

Le Centovalli e l'arrivo a Locarno

Oltre il confine, dopo Camedo, il paesaggio cambia: il binario corre sospeso sopra gole profonde, tra boschi di castagni e piccoli villaggi in pietra appoggiati ai versanti. Intragna e Ponte Brolla sono tra le fermate più note prima della discesa verso Locarno. In autunno la linea è molto frequentata per i colori dei boschi, mentre in primavera e all'inizio dell'estate si viaggia tra il verde pieno e i torrenti ricchi d'acqua. In ogni stagione vale la pena scegliere un posto accanto al finestrino e tenere a portata di mano una giacca, perché in quota l'aria è più fresca che sul lago.

Come organizzare la giornata

Per una famiglia con bambini piccoli l'intera linea, andata e ritorno, può risultare lunga: spesso funziona meglio percorrerne solo un tratto, con una sosta a Santa Maria Maggiore per il pranzo e una passeggiata, oppure limitarsi alla parte svizzera fino a Intragna e ritorno. Ricordate che si attraversa un confine di Stato: portate con voi un documento d'identità valido per tutti, bambini compresi. I biglietti vanno acquistati attraverso i canali ufficiali della ferrovia, dove trovate anche le informazioni aggiornate sui servizi. Al rientro, la sera a Cannobio è tranquilla: a Indigo Blue Cannobio la cucina completa permette di preparare una cena semplice senza dover uscire di nuovo, e il giardino è un buon posto per far rilassare i più piccoli dopo una giornata in treno. Per altre idee sui dintorni potete consultare la pagina dintorni.

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