Le vasche d'acqua e le aiuole geometriche dei giardini di Villa Taranto
Le vasche d'acqua e le aiuole geometriche dei giardini di Villa Taranto. Foto: Irene Grassi from Italy · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, a Pallanza, oggi parte della città di Verbania, si trovano i Giardini Botanici di Villa Taranto, tra i giardini più conosciuti del lago. Da Cannobio la distanza in auto è di circa 24 chilometri lungo la statale che costeggia l'acqua, con un tempo di percorrenza di circa mezz'ora a seconda del traffico. È una gita di mezza giornata adatta anche alle famiglie con bambini piccoli, perché i percorsi sono lunghi ma si possono fare a tappe.

Un giardino voluto da un capitano scozzese

La storia del giardino comincia nel 1931, quando il capitano scozzese Neil Boyd McEacharn acquistò una villa già esistente e i terreni vicini. Negli anni seguenti trasformò profondamente il paesaggio: fece abbattere migliaia di alberi, ridisegnò i pendii e realizzò giochi d'acqua alimentati da chilometri di tubature. Diede alla proprietà il nome di Villa Taranto in ricordo di un suo antenato, il maresciallo Macdonald, nominato duca di Taranto da Napoleone. I giardini furono aperti al pubblico nel 1952 e, dopo la morte di McEacharn nel 1964, sono gestiti da un ente senza scopo di lucro. Il fondatore riposa in un mausoleo all'interno del parco, mentre la villa non è aperta alle visite.

Cosa si vede durante la visita

Il parco si estende per circa 16 ettari, con circa 7 chilometri di viali che attraversano ambienti molto diversi tra loro: terrazze fiorite, vasche d'acqua, prati, boschetti e zone più ombreggiate. Le collezioni comprendono migliaia di specie e varietà di piante provenienti da tutto il mondo. Tra i punti più amati ci sono le serre, dove si coltiva la Victoria amazonica, la ninfea tropicale dalle grandi foglie galleggianti, le vasche con ninfee e fior di loto e il bosco dei rododendri. I bambini di solito si divertono a cercare le foglie giganti nella serra e a seguire i viali come in una piccola esplorazione, con qualche pausa sulle panchine all'ombra. Nei mesi più caldi conviene arrivare al mattino, quando la luce è più morbida e i viali sono più freschi e tranquilli. Chi ha tempo, dopo la visita, può fare due passi sul lungolago di Pallanza, poco distante, prima di rimettersi in strada verso nord: è un modo semplice per chiudere la mattinata senza fretta, magari con un gelato per i più piccoli.

Le fioriture, stagione per stagione

Il giardino cambia molto nel corso dell'anno, ed è questo che lo rende interessante anche per chi torna. In aprile la scena è dei tulipani e delle altre bulbose, insieme a magnolie, camelie e ciliegi giapponesi. Tra la fine di aprile e maggio fioriscono azalee e rododendri, e il parco si riempie di colore. In estate compaiono le grandi aiuole fiorite e, verso la fine della stagione, il labirinto delle dalie, con centinaia di varietà. In autunno sono gli aceri e le altre piante a foglia caduca a colorare i viali di giallo, arancio e rosso. Il giardino pubblica un calendario delle fioriture sul proprio sito ufficiale: vi consigliamo di consultarlo per scegliere il periodo più adatto ai vostri gusti.

Come arrivare e come organizzarsi

In auto si segue la strada lungo il lago verso sud, passando per Cannero Riviera e Ghiffa fino a Verbania. In alternativa si può arrivare dal lago: davanti all'ingresso dei giardini c'è la fermata del battello della Navigazione Lago Maggiore che porta proprio il nome di Villa Taranto, e una convenzione tra i giardini e la Navigazione prevede agevolazioni per chi viaggia in battello. Il giardino è aperto indicativamente dalla primavera all'autunno; orari, biglietti ed eventuali riduzioni vanno verificati sui canali ufficiali di Villa Taranto e della Navigazione prima di partire. Portate acqua e scarpe comode, perché la visita completa richiede qualche ora di cammino. Al rientro a Indigo Blue Cannobio, il giardino dell'appartamento è il posto giusto per far riposare i bambini, mentre in cucina si prepara la cena. Altre gite nei dintorni sono descritte nella pagina dintorni.

Una base per scoprire il Lago Maggiore

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